La donazione a cuore fermo: cos'è e quando avviene

Perché si possa verificare la possibilità di prelevare organi a scopo di trapianto, il potenziale donatore deve essere deceduto.
La morte di una persona può essere accertata con criteri neurologici (nota come “morte cerebrale”) e con criteri cardiaci. Al di là della modalità con la quale viene accertata la morte di un individuo, è importante ribadire che la morte è unica e coincide con la totale e irreversibile cessazione di tutte le funzioni cerebrali. Infatti, per determinare la morte con criteri cardiologici occorre osservare un’assenza completa di battito cardiaco e di circolo per almeno il tempo necessario perché si abbia con certezza la necrosi encefalica tale da determinare la perdita irreversibile di tutte le funzioni encefaliche.
In Italia, la donazione a cuore fermo può avvenire solo dopo che un medico abbia certificato la morte mediante l’esecuzione di un elettro-cardiogramma protratto per un tempo di almeno 20 minuti (nella maggior parte dei Paesi europei questo tempo è di 5 minuti) . Questo è considerato il tempo di anossia, trascorso il quale si considera vi è certamente una irreversibile perdita delle funzioni dell’encefalo e quindi la morte dell’individuo.
Una volta accertata la morte, il prelievo di organi da un donatore a cuore fermo a scopo di trapianto si presenta come una procedura complessa dal punto di vista organizzativo, a partire dal sistema di emergenza sanitaria territoriale e dalle équipes di medici e operatori sanitari coinvolti nelle diverse procedure.
Al pari della donazione di organi e tessuti su soggetti di cui è stata accertata la morte con criteri neurologici (cosiddetta morte encefalica), anche quella a cuore fermo è strettamente regolamentata dalla Legge 29 dicembre 1993 n. 578 e dal D.M. 11 aprile 2008 n. 136 che aggiorna il D.M. 22 agosto 1994 n. 582. In Italia, dal 2007 esiste un programma di prelievo di organi (reni) da donatore a cuore fermo presso l’Ospedale di Pavia. Nel novembre del 2014, a Milano, è stato eseguito il primo trapianto di polmone da donatore a cuore fermo.
La straordinarietà del trapianto avvenuto in Inghilterra (prelievo di cuore da donatore a cuore fermo) sta nel fatto che, oltre a polmoni, rene e fegato, è stato prelevato per la prima volta in Europa il cuore che- opportunamente trattato, dopo il prelievo, in una apposita apparecchiatura per la perfusione- ha potuto riprendere efficacemente la sua funzione di pompa nell’organismo del paziente ricevente.
Nel nostro Paese sono già stati effettuati prelievi da donatori a cuore fermo e si sta lavorando con numerosi centri per superare le problematiche che scaturiscono dai 20 minuti di elettrocardiogramma piatto richiesti dalla legge per l’accertamento di morte.